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Centrali ad energia solare funzioneranno ad acqua.

Centrali ad energia solare funzioneranno ad acqua.

In Usa si punta a commercializzare Ntecnica che imita fotosintesi

Roma, 30 mar. (TMNews) – Le centrali a energia solare del futuro
potrebbero usare come “combustibile” la comune acqua, neanche
troppo pulita: 3-4 litri potrebbero bastare per soddisfare il
fabbisogno quotidiano di un’abitazione con ridotti consumi.

Non si tratta di fantascienza, ma di una nuova tecnica,
certamente molto innovativa, sviluppata da Daniel Nocera,
professore di chimica al Massachusetts Institute of Technology
(MIT), e che lo stesso Nocera sta ora cercando di portare alla
fase commerciale tramite una società (SunCatalytix) appositamente
costituita.

In termini molto semplici, il procedimento utilizza un
particolare catalizzatore (costituito da una sorta di ‘foglia’
artificiale di silicio, grande come una carta da poker e
ricoperta di cobalto e fosfati) il quale, immerso nell’acqua ed
esposto alla luce del sole, innesca una reazione chimica che
scinde l’acqua nelle sue componenti idrogeno e ossigeno. Questi
ultimi vengono quindi utilizzati per produrre elettricità tramite
una pila a combustibile, senza emissioni di anidride carbonica.

L’idea di imitare la fotosintesi per ricavare energia dal sole
non è nuova: le prime ‘foglie artificiali’ sono state realizzate
oltre 10 anni fa, ma erano costruite con materiali rari e
costosi, e avevano una limitatissima durata. Invece il nuovo
ritrovato di Nocera usa materiali più comuni e poco costoso, come
nichel e cobalto, con tempi di durata dell’ordine di 45 ore di
fila. La tecnologia sta però ancora muovendo i primi passi ed è
quindi prevedibile che durata ed efficienza registreranno
ulteriori rilevanti miglioramenti.

È importante sottolineare che un colosso industriale come
l’indiano Tata Group è convinto delle potenzialità della nuova
tecnologia. In particolare nei Paesi della fascia tropicale, dove
potrebbe offrire una soluzione alle esigenze energetiche di
un’ampia fascia di popolazione non collegata alla rete elettrica:
ogni casa potrà avere la sua piccola centrale solare, a basso
costo e non più grande di un frigorifero. Con questa visione la
società Tata Energy ha concluso un accordo con Daniel Nocera e
con il MIT per la realizzazione – entro un anno e mezzo – di un
primo prototipo pilota di reattore basato sulla nuova tecnologia.

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